ALCHIMIA |
1976 - 1992 |
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1977 |
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1978 |
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1979 |
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L'OGGETTO DIVERSO NEW YORK MILANO |
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1980 |
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MILANO MILANO FIRENZE MILANO LINZ VERCELLI VENEZIA ROTTERDAM FIRENZE VENEZIA |
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1981 |
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MILANO RIMINI BOLOGNA VARSAVIA MATERA PADOVA |
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1982 |
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ABIDJAN MILANO HANNOVER MILANO FIRENZE GENOVA VENEZIA MUNCHEN REGGIO EMILIA VENEZIA PRATO PARIGI VERONA NAPOLI KORTRIJK MILANO MILANO MILANO MILANO
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1983 |
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FRANCOFORTE PARIGI MILANO ALCAMO CATTOLICA MILANO MANTOVA GIBELLINA MILANO OMEGNA BOLOGNA MILANO |
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1984 |
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MILANO ROMA MILANO BOLOGNA |
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1985 |
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TOKYO MILANO MILANO MILANO ROMA GENOVA MILANO MILANO VIENNA MILANO ZURIGO MILANO MILANO MILANO MILANO GENOVA LIBIA LIBIA LIBIA VENEZIA |
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1986 |
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RAVENNA MILANO DUSSELDORF LIONE LIONE MILANO BRUXELLES TOKIO MILANO DUSSELDORF TOKYO MILANO MILANO MILANO PARIGI |
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1987 |
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PARIGI KASSEL PARIGI GENOVA VALENCIA MILANO LOS ANGELES MILANO |
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1988 |
|
FRANCOFORTE GRONINGEN MILANO |
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1989 |
|
MILANO |
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1990 |
|
GENT GLASGOW |
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1991 |
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MILANO |
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1992 |
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KOLN PREMENO VERONA MOSCA
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ALESSANDRO GUERRIERO CON 1000 ALTRI
Achille Bonito Oliva
Achille Castiglioni
Adriana Guerriero
Aldo Rossi
Alessandro Mendini
Alex Mocika
Almerico De Angelis
Andrea Branzi
Angela Hareiter
Anna Gili
Anna Lombardi
Arata Isozaki
Arturo Reboldi
Ave e Sandro Colbertaldo
Barbara Radice
Barbara Uttini
Beatrice Felis
Benedetta Barzini
Bepi Maggiori-Marco Zanuso jr.
Bob Venturi
Bruno Gregori
Bruno Munari
Carla Ceccariglia
Caterina Saban
Cecilia Oliva
Charles Jenks
Cinzia Ruggieri
Claire Misese
Jean Rouzaud
Claudia Donà
Claudia Hammers
Coop-Himmelblau
Cristina Marino
Damiano Biella
Daniela Puppa
David Palterer
Davide Mercatali-Paolo Pedrizzetti
Denis Santachiara
Donatella Biffi
Emilio Tricerri
Enzo Cucchi
Enzo Mari
Ettore Sottsass
Eva Kulakowska
Fabrizia Scassellati
Ferry Zayadi
Fiorucci Dxing
France Vogelaar
Francesca Alinovi
Francesca Morpurgo
Francesco Clemente
Franco Maria Ricci
Franco Quadri
Franco Raggi
Frank Gross
Frank Stella
Fulvio Irace
Gabriella Gatti
Gae Aulenti
Gaston Bertin
Gerda Voassert
Giacinto Di Pietrantonio
Gian Mario Andreani
Gianfranco Barberi
Giannino Malossi
Gianpaolo Fabris
Gio Ponti
Giorgio Gregori
Giovanna Benzi
Guido Jannon
Hans Hollein
Isia-Firenze
Javier Perez
Jeremy King
Johannes Dinnebier
Kazuko Sato
Kazumasa Yamashita
Lisa Licitra Ponti
Lorenza Peregrini
Lucia Cappelli
Luigi Serafini
Luigi Veronesi
Magazzini Criminali Prod.
Margherita Di Girolamo
Maria Christina Hamel
Maria Grazia Mattei
Maria Grazia Mazzocchi
Maria Teresa Galli
Marianne Lorenz
Marina De Marchi
Mario Bellini
Mario Merz
Marisa Silvagna
Massimo Audiello
Massimo Costa
Massimo Podestà
Massino Morozzi
Mauro Panzeri
Michael Graves
Michele De Lucchi
Milton Glaser
Mimmo Paladino
Monique Mizrahil
Nadia Morelli
Nicola De Maria
Nives Ciardi
Occhiomagico
Oliviero Toscani
Ornella Papaleo
Oscar Tusquets
Padiglione Italya
Paola Albani
Paola Ardissone
Paola Navone
Paolo Portoghesi
Pasquale Palmieri
Patrizia Ranzo-Sergio Cappelli
Patrizia Scarzella
Philippe Starck
Phoenix Color
Pier Carlo Bontempi
Piero Castiglioni
Piero Gaeta
Pierre Restany
Prospero Rasulo
Reiner Haegele
Remo Buti
Riccardo Dalisi
Richard Meier
Robert Venturi
Rosa Maria Rinaldi
Sandra Kessler
Sandro Chia
Silvio San Pietro
Sinya Okayama
Speciale
Stanley Tigerman
Stefano Carmi
Stefano Casciani
Stefano Fera
Studio Ombra
Studio Stilema
Tina Corti
Ugo La Pietra
Ugo Nespolo
Valerio Castelli
Vico Magistretti
Walter Garro
Wistthorpe
Yumiko Kobayashi
e-mail: ag@radiosity.it
MANIFESTO
DI
ALCHIMIA
Per
il
gruppo
Alchimia
è
importante
l´atto
del
disegnare.
Disegnare,
ovvero
emettere
segni,
non
è
design
e
non
è
progetto:
è
invece
un
libero
e
continuo
movimento
del
pensiero,
quando
si
esprime
visivamente.
Un
movimento
motivato.
Per
Alchimia
il
suo
compito
di
gruppo
che
disegna
è
quello
di
consegnare
agli
altri
una
testimonianza
del
pensiero
sentimentale.
La
motivazione
del
lavoro
non
sta
nella
sua
efficienza
pratica,
la
bellezza
dell´oggetto
consiste
nell´amore
e
nella
magia
con
cui
esso
viene
proposto,
nell´anima
che
esso
contiene.
Per
Alchimia
l´uomo
e
la
donna
di
oggi
vivono
in
stato
di
turbolenza
e
di
squilibrio
ma
soprattutto
la
caratteristica
della
loro
vita
è
quella
del
dettaglio:
frammenti
organizzativi,
umani,
industriali,
politici,
culturali
....
quest´epoca
di
transizione
li
vede
immersi
nella
paura
indefinita
dovuta
alla
scomparsa
di
molti
valori
considerati
come
certi.
Occorre
ritrovare
se
stessi.
Alchimia
lavora
sui
valori
considerati
negativi,
della
debolezza,
del
vuoto,
dell´assenza
e
del
profondo,
oggi
intesi
come
cose
laterali
rispetto
a
ciò
che
è
esteriore,
pieno
e
violento,
come
cose
da
rimuovere.
Se
la
labilità
dei
tempi
non
permette
che
esistano
obiettivi
certi,
se
anche
la
filosofia
sembra
chiusa
al
futuro,
se
è
impossibile
pensare
a
trasformazioni
generali
e
razionali,
il
gruppo
di
Alchimia
si
concentra
su
se
stesso,
cerca
dettagli
di
pensiero
dentro
di
sé,
con
la
sola
intenzione
di
segnalare
la
sua
vocazione
poetica.
Svolge
il
suo
atto
di
introversione,
il
suo
arbitrio
creativo
minimale
al
di
là
di
qualsiasi
giudizio.
Questa
è
la
nuova
moralità
di
Alchimia.
Per
Alchimia
le
discipline
non
interessano
quando
sono
considerate
all´interno
delle
loro
regole.
Anzi,
è
importante
indagare
nei
grandi
spazi
liberi
esistenti
tra
di
esse.
Per
Alchimia
non
bisogna
mai
sapere
se
si
sta
facendo
scultura,
architettura,
pittura,
arte
applicata,
teatro
o
altro
ancora.
Il
progetto
agisce
ambiguamente
al
di
fuori
del
progetto
stesso,
in
uno
stato
di
spreco,
di
indifferenza
disciplinare
dimensionale
e
concettuale:
il
progetto
è
solo
ginnastica
del
disegno.
Per
Alchimia
la
memoria
e
la
tradizione
sono
importanti.
Ma
il
nuovo
disegno
è
autonomo
da
ogni
cedimento
retorico
che
Alchimia
raggela
e
decanta
in
uno
stile
formalistico
e
caleidoscopico.
Per
Alchimia
vale
la
despecializzazione
ovvero
l´ipotesi
che
debbano
convivere
metodi
di
ideazione
e
di
produzione
confusi,
dove
possano
mescolarsi
artigianato,
industria,
informatica,
tecniche
e
materiali
attuali
e
inattuali.
Per
Alchimia
vale
il
concetto
di
variazione.
Data
l´insufficienza
del
disegno
a
fronteggiare
il
mondo,
il
disegno
stesso
diventa
un´opera
continua
senza
principio,
senza
fine
e
senza
giustificazione.
I
giochi
linguistici
e
di
comportamento
si
intrecciano,
si
combinano
e
si
ripetono
all´infinito
nell´immagine
bidimensionale
e
tridimensionale
dell´oggetto
disegnato,
in
un
sistema
di
ordinato
disordine
valido
solo
all´interno
di
sé.
L´aspetto
visivo
vince
sulla
radice
culturale
e
sulla
motivazione.
Vale
l´immagine
depurata,
raffreddata
e
staccata
dal
peso
antropologico
e
rituale
dell´artista.
L´errare
indeterminato
della
fantasia
dà
luogo
alla
costruzione
di
un
meccanismo
rappresentativo,
nell´attitudine
eterna
dell´uomo,
che
Alchimia
fa
propria
a
ridisegnare
incessantemente
l´immagine
del
mondo
e
le
sue
matrici
ornamentali.
Per
Alchimia
gli
oggetti
devono
essere
assieme
normali
e
anormali.
La
loro
componente
di
qualunquismo
li
fa
confluire
nel
quotidiano,
nel
reale
e
nel
bisogno
di
appiattimento;
la
loro
componente
di
eccezione
li
toglie
dalla
consuetudine
e
li
collega
al
bisogno
dell´imprevisto,
dell´incidente,
della
differenza,
della
trasgressione.
Per
Alchimia
il
disegno
è
un
ciclo:
tutto
quanto
accadrà
è
già
avvenuto
e
la
fantasia
individuale,
base
della
sopravvivenza
del
mondo,
può
percorrere
in
tutti
i
sensi
ogni
cultura
e
luogo,
purché
operi
in
maniera
innamorata.
Per
Alchimia
il
progetto
è
delicato,
non
s´impone
ma
affianca
e
accompagna
dolcemente
l´andamento
della
vita
e
della
morte
delle
persone
cui
quel
progetto
piace.
THE
ALCHIMIA
MANIFESTO
For
the
Alchimia
group
today
the
very
act
of
drawing
is
what
is
important.
To
draw,
or
rather
the
act
of
making
signs,
is
neither
to
design,
nor
to
project;
it
is
instead
a
free
and
continuous
expression
of
thought
made
manifest:
a
'motivated'
movement.
As
a
group
which
produces
drawings
Alchimia
seeks
to
furnish
others
with
a
proof
of
sentimental
thought.
The
motivation
of
the
work
does
not
lie
in
its
practical
efficiency;
the
beauty
of
the
object
is
in
the
love
and
magic
with
which
it
is
presented,
in
its
soul.
Alchimia
believes
that
today's
men
and
women
live
in
a
turbulent
and
unbalanced
state,
their
lives
characterized
by
details:
organizational,
human,
industrial,
political
and
cultural
fragments...
In
this
transitional
period
they
are
often
gripped
by
an
undefined
fear
due
to
the
loss
of
so
many
values
once
considered
absolute.
To
find
oneself
again
is
essential.
Alchimia
works
on
those
values
which
are
usually
considered
negative
--
weakness,
emptiness,
absence
of
being
and
depth
--
and
which
today
are
seen
as
ancillary
to
those
on
the
surface:
external,
full
and
violent.
The
transitory
nature
of
these
times
does
not
allow
for
certainty:
even
philosophy
seems
to
have
shut
its
doors
on
the
future,
and
it
is
impossible
to
visualize
general
and
rational
transformation.
And
so
the
Alchimia
group
concentrates
on
itself,
seeking
out
details
of
thought,
intent
only
on
signalling
its
poetic
vocation.
This
act
of
introversion,
with
its
minimal
creative
will,
is
carried
out
beyond
the
reach
of
judgement.
This
is
Alchimia's
'new
morality'.
For
Alchimia,
disciplines
are
not
interesting
so
long
as
they
are
bound
by
their
own
rules.
It
is
more
important
to
explore
the
great
empty
spaces
between
them.
For
Alchimia
it
is
not
important
to
know
whether
one
is
making
sculpture,
architecture,
painting,
applied
art,
theatre,
or
anything
else.
The
project
works
ambiguously
outside
of
itself,
in
a
state
of
waste,
of
disciplinary,
dimensional
and
conceptual
indifference:
the
project
is
only
an
exercise
for
drawing.
Alchimia
believes
that
memory
and
tradition
are
important,
but
the
new
drawing
is
free
from
rhetorical
ghosts,
as
it
is
frozen
and
decanted
by
Alchimia
into
a
formal
and
kaleidoscopic
style.
Alchimia
believes
in
de-specialization:
or
rather
in
the
hypothesis
that
different
methods
of
production
or
creation
cna
be
'blended'
together:
artisanal
craftsmanship,
industry,
technology,
present
and
past,
techniques
and
materials.
Alchimia
believes
in
the
concept
of
'variation'.
Given
the
inadequacy
of
drawing
tinuous
work,
without
beginning
or
end,
without
excuse.
Linguistic
and
behavioral
games
intertwine,
combine
and
are
infinitely
repeated
in
the
two-dimensional
and
three-dimensional
images
of
the
drawn
object,
in
a
system
of
ordered
disorder,
valid
only
'within
itself'.
The
visual
image
overcomes
its
cultural
heritage
and
motivation,
its
value
increases
as
it
is
purified,
frozen
and
'freed'
from
the
anthropological
and
ritual
weight
given
to
it
by
the
artist.
Fantasy's
boundless
wandering
provides
a
representative
mechanism
for
man's
eternal
desire
to
incessantly
re-draw
the
image
of
the
world
and
its
ornamental
matrices.
It
is
this
mechanism
that
Alchimia
has
adopted.
Alchimia
sees
objects
as
being
both
'normal'
and
'abnormal'.
Their
ordinary
properties
make
them
part
of
everyday
life
and
of
reality,
and
render
them
anonymous,
while
their
extraordinary
properties
remove
them
from
the
habitual
and
drive
them
towards
the
need
for
the
unexpected,
the
accidental,
the
different
and
the
transgressive.
For
Alchimia
drawing
is
a
cycle:
everything
that
will
be
has
already
been,
and
individual
imagination,
the
basis
for
the
world's
survival,
is
free
to
travel
through
all
cultures
and
places
as
long
as
it
does
so
like
one
who
is
in
love.
Alchimia
believes
that
the
project
is
a
delicate
thing
which
does
not
impose
its
presence,
but
gently
supports
and
accompanies
those
who
love
it
on
their
trip
through
life
and
death.